Tappeti Zanafi
Il tappeto Zanafi prende il nome dall’omonima tribù della regione di Taznakht, nell’Alto Atlante. È un tappeto a tessitura piatta, senza pelo, leggero da maneggiare ma molto resistente. Realizzato in 100% lana e spesso caratterizzato da palette neutre o terrose, è una scelta essenziale e grafica, adatta a interni in cui contano materia, sobrietà e qualità artigianale.
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Origine e identità
Il tappeto Zanafi prende il nome dalla tribù Zanafi, originaria della regione di Taznakht, sulle montagne dell’Alto Atlante. Fa parte della grande famiglia dei tappeti marocchini a tessitura piatta, e per certi aspetti può ricordare un Hanbel o un Kilim. La sua identità, però, è molto precisa e riconoscibile.
Struttura e materiali
Come i kilim, è un tappeto senza pelo, leggero e relativamente facile da gestire nello spazio. Ma rispetto a molti kilim, lo Zanafi è in genere più denso e compatto. Questa densità lo rende più stabile e resistente nell’uso quotidiano. È realizzato solitamente in 100% lana, mentre altri tappeti a tessitura piatta possono includere anche cotone o altri filati.
Colori e disegni
I tappeti Zanafi sono spesso caratterizzati da toni neutri, naturali e terrosi, ottenuti tradizionalmente con pigmenti naturali. I motivi geometrici sono semplici, lineari, asciutti: meno complessi rispetto a quelli che si possono trovare in molti Hanbel. È proprio questa essenzialità a renderli particolarmente interessanti anche in interni contemporanei.
Una lavorazione più complessa di quanto sembri
Dietro il loro aspetto sobrio si nasconde una lavorazione molto accurata. In particolare, la tecnica chedwi contribuisce a rendere questi tappeti più complessi nella costruzione di quanto il loro disegno lasci immaginare. È un artigianato che unisce rigore, resistenza e una bellezza più silenziosa.




























