C'è un filo sottile e prezioso che attraversa due mondi lontani eppure straordinariamente affini. È il filo ancestrale dell'arte della tessitura.
Da una parte Como, città della seta italiana, con i suoi telai che battono dal 1880.
Dall'altra Azilal, in Marocco, dove le mani delle artigiane tessono storie di lana da secoli. È da questo incontro tra radici profonde e visioni condivise che nasce Weaving Tomorrow's Heritage, la collezione di tappeti e arazzi in seta firmata Casa Amar × Taroni.

Due storie, un tessuto comune
Fondata a Como nel 1880, Taroni è la tessitura serica più antica di Como ed una delle poche realtà storiche della seta di lusso italiana ad essere ancora attiva. Da oltre 140 anni veste le passerelle di tutto il mondo, fornendo atelier di haute couture e grandi brand di abbigliamento di fascia alta, ma anche il mondo del cinema e del teatro. In quasi due secoli di storia, qualità e innovazione, possiede un patrimonio di materiali preziosi che, come accade in ogni grande manifattura, comprende anche eccedenze e scarti che, fino a oggi, rischiavano di scomparire nel silenzio dei magazzini.

Casa Amar è nata dalla convinzione che l'artigianato autentico marocchino e il design contemporaneo abbiano molto da dirsi.
Costruire ponti tra questi universi è parte della nostra ragione d'essere.
Quando abbiamo incontrato Taroni, la domanda era una sola, e veniva da lontano: come onorare una tradizione e, insieme, aprirle nuove possibilità?
La tecnica, il gesto, il materiale
Al cuore della collezione c'è la tecnica dei Boucherouite, nata negli anni Cinquanta per trasformare tessuti di recupero in oggetti d'uso e di bellezza. La seta pregiata di Taroni, tagliata in delicati nastri, viene reinterpretata attraverso un sapere artigianale millenario, dando nuova vita non solo al materiale, ma anche al gesto che lo trasforma.

In alcuni pezzi, i fili di seta vengono legati a mano, con pazienza certosina, su orditi di lana fine. In altri, i tessuti vengono tagliati a nastro e annodati uno per uno sull’ordito di lana.
Il risultato non è un semplice tappeto, ma un oggetto che porta con sé due storie: quella di una manifattura italiana nata nell'Ottocento e quella di un'artigiana marocchina che lavora con mani guidate dall'esperienza, dalla memoria e dalla sensibilità.
Ogni pezzo è unico, esclusivo, non replicabile. Come deve essere.

La firma artistica di Lillian Grant
A tessere il dialogo tra questi due mondi è stata l'artista americana Lillian Grant, che vive e lavora a Milano.

Il progetto nasce dal desiderio di Taroni di esplorare il mondo interior con Taroni Laboratorio, un’iniziativa di design sostenibile che trasforma gli scarti tessili in oggetti d’arredo unici e dal forte carattere artistico. Con il supporto di Maximilian Canepa, CEO e direttore creativo di Taroni, Lillian ha costruito, partendo dagli archivi della manifattura, un linguaggio visivo dinamico e contemporaneo, che guarda anche a figure come il minimalista Donald Judd e James Turrell, esponente del movimento Light and Space.

Lillian Grant è un'artista californiana, cresciuta a Davis, in California, in un ambiente immerso nell'arte: entrambi i suoi genitori sono artisti, e la sua formazione è avvenuta in una vera e propria casa-bottega. Un'origine che si riflette nel suo lavoro, nella sensibilità per i materiali, per il recupero e per la trasformazione del residuo in qualcosa di inaspettato e bello.
Il suo lavoro è quello di chi sa ascoltare i materiali e le culture e tradurre tutto in una forma visiva in linea con l'estetica attuale. Con grande apertura e rispetto, Lillian Grant ha creato disegni che lasciavano spazio anche all’interpretazione delle tessitrici di Azilal, dando vita a una collaborazione autentica tra artista e artigiane.

Design Week e SaloneSatellite, il palcoscenico migliore
Tutti conoscono il Salone del Mobile di Milano, uno dei principali appuntamenti internazionali per il design e l'arredamento: cinque giorni in cui la città si trasforma tra fiera, installazioni e aperture speciali nell'epicentro mondiale della creatività applicata all'abitare. Durante la Design Week 2025, i padiglioni di Fiera Milano a Rho hanno accolto oltre 300.000 visitatori da tutto il mondo, tra designer, architetti, buyer, giornalisti e appassionati.

All'interno di questo scenario, il SaloneSatellite rappresenta da oltre 25 anni la vetrina dedicata ai giovani talenti e alle realtà emergenti del design internazionale: un luogo dove l'industria incontra la ricerca, e dove i progetti più innovativi trovano il loro primo pubblico professionale. È qui che abbiamo presentato la collezione Weaving Tomorrow's Heritage.
Allo stand, i tappeti e gli arazzi realizzati con l'upcycling delle rimanenze di seta Taroni hanno catturato l'attenzione dei visitatori. Forse per i colori, forse per la lucentezza che solo la seta sa catturare e restituire, forse perché il design riflette sempre più sulla propria responsabilità verso il mondo - e qui aveva trovato una risposta concreta: non uno slogan sulla sostenibilità, ma oggetti straordinariamente belli nati dall'economia circolare.
Volevamo raccontare la possibilità che la bellezza nasca dove si incontrano mondi diversi: che la seta di Como trovi la sua forma più inattesa tra le dita di un'artigiana tra le montagne dell'Atlante.
Un appartamento storico, per chi sa guardare
In parallelo all'esposizione fieristica, abbiamo scelto di aprire uno spazio radicalmente diverso: intimo, sospeso, appartato. In un appartamento storico affacciato sul Castello Sforzesco, alcuni dei pezzi della collezione erano accessibili solo su invito, per visite private riservate agli amanti dell'arte e del bello autentico.
Era un modo di onorare la natura di questi oggetti: non prodotti da catalogo, ma opere d'arte da abitare. Lo spazio milanese, con le sue alte volte e la luce filtrata, offriva a ogni tappeto e arazzo la cornice giusta per esistere ed esprimersi.
Un lusso che guarda avanti
Weaving Tomorrow's Heritage non è solo una collezione. È una dichiarazione di intenti. Più che decorazione, è un dialogo tra culture e una celebrazione dell'artigianato che connette passato e futuro.
La collezione sulle riviste
I tappeti Casa Amar × Taroni sono apparsi su:
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Realizziamo tappeti su misura e collezioni su disegno, sviluppate insieme a studi, brand e professionisti del progetto.
Altri progetti su misura firmati Casa Amar
Un tappeto per Giulia Rossetti: simboli, istinto e fili di famiglia
Tappeti firmati Oi Mini Design per la cameretta
Cuscini d'arredo per Sabina Maffei Plozner
Crediti fotografici: immagini della collezione Taroni / Casa Amar, foto di Cortili (Laura Fantacuzzi - Maxime Galati-Fourcade).























